Cambiare tone of voice

Cambiare tone of voice e modo di scrivere

Perché cambiare tone of voice e modo di scrivere è difficile? Io me lo sono chiesta spesso.
Leggo spesso comunicati stampa, rivolti ai giornalisti, scritti con linguaggio burocratico inadatto allo scopo. Mi accade di vedere anche testi come company profile, scritti con un linguaggio pubblicitario, come fossero volantini.

Trovare il tone of voice più adatto al proprio marchio e alle circostanze non è facile. Il registro linguistico giusto aiuta il testo a farsi leggere e a farsi comprendere; un tono di voce incoerente genera confusione.
Il modo di scrivere un testo decide del suo successo. Tutto conta:  costruzione della frase, sintassi, brevità e lunghezza del contenuto, espressività.

Cambiare tone of voice

Che cos’è il tone of voice?
Un rapido sguardo al web ti darà molte fonti utilissime sull’argomento. Riccardo Esposito definisce tone of voice come “modalità espressiva”: un’accezione chiarissima, sulla quale riflettere sempre.

Valentina Falcinelli ha scritto di tono di voce in relazione al brand: il registro linguistico di una comunicazione, dalla pubblicità alla scheda prodotto, deve essere coerente con il marchio e con i destinatari.

Scrivere buoni testi

Impostare il tono di voce è il primo passo di una strategia di comunicazione: perché, allora, è così difficile trovare un contenuto e uno stile efficace?

Lascia che ti dica la mia opinione: molti comunicati stampa, brochure e presentazioni aziendali non sono scritti da copywriter professionisti e agenzie di comunicazione.

Tuttavia, anche un libero professionista che non può permettersi un’agenzia, o un copy principiante possono imparare a cambiare tone of voice e scegliere il giusto registro linguistico, con un po’ di attenzione.

Contenuti poco leggibili

Perché i comunicati stampa scritti dagli uffici aziendali hanno un tono promozionale, abbondano di maiuscole e lodi ai direttori generali? Come mai le note per i giornalisti che vengono da istituzioni pubbliche hanno periodi lunghi e complessi, come circolari amministrative?
Il motivo è molto banale. Tutti noi tendiamo a parlare e a scrivere, nel modo più affine al contesto che ci circonda. In una Soprintendenza ai Beni Culturali il linguaggio prevalente è quello burocratico: ottimo per delibere e richieste di autorizzazione. Tra gli uffici di un’azienda privata, circolano testi amministrativi e formali e vige una deferenza gerarchica nei confronti della direzione: spesso nominata con grande rispetto, come l’Amministratore Delegato, il Direttore Commerciale e così via.

Imposta il tono di voce: pensa al destinatario

Quando il responsabile di comunicazione di un ente pubblico scrive un comunicato stampa, deve pensare soprattutto al suo target. I suoi destinatari sono i giornalisti: vogliono leggere note veloci e chiare, non faldoni di burocratese.
Se sei in un ufficio stampa interno a un’azienda, ricorda che al giornalista non interessa vedere file di lettere maiuscole per dare enfasi a un prodotto o a una carica aziendale. Il solo contenuto che il giornalista vuole è una notizia, una buona storia da raccontare.

Come cambiare scrittura

Come cambiare tone of voice e modo di scrivere?
Inizia a leggere testi che si avvicinano, per registro linguistico, a quello dei tuoi destinatari. Se vuoi parlare ai giornalisti, leggi più giornali e meno circolari interne. Prendi spunto da blog e scrittura per il web, che hanno una sintassi più leggera e scorrevole, ricordando però che la tua tonalità espressiva andrà modulata in modo specifico.
Leggi i comunicati stampa di altre aziende, dai uno sguardo alle press releases in inglese.

Un consiglio: leggi documenti anche molto diversi tra di loro, cambia contesto quando puoi: anche la varietà degli stili che incontrerai ti sarà di aiuto. Ricorda che non stiamo parlando di correttezza grammaticale e sintattica: un testo in linguaggio amministrativo può essere privo di errori, ma inadatto, in relazione all’obiettivo e ai destinatari.

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