Come comunicare.Foto di Anton Darius @TheSollers

Come comunicare: dopo il rapporto AgCom

Come comunicare. Alcuni spunti di riflessione dopo aver letto il rapporto AgCom sul consumo di informazione degli italiani

Come comunicare, come informare in modo efficace è la domanda che mi hanno posto in tanti dopo aver letto il rapporto AgCom del 19 febbraio scorso. Il “rapporto sul consumo di informazione” nel nostro paese è disponibile on line, ti consiglio di leggerlo per intero. AgCom, Autorità per le Garanzie per le Comunicazioni, si è concentrata sul modo in cui gli italiani accedono alle notizie.

Sapere come si informano gli italiani è importante se lavori con le informazioni, ma non solo. Il quadro che emerge da AgCom ti aiuta a comprendere come comunicare meglio il brand di un’azienda e di una Pmi, ad esempio se hai un blog aziendale, se fai brand journalism, se fai social media management o ufficio stampa.
Ti lascio leggere il rapporto per farti un’idea completa dei contenuti.
Puoi anche consultare come ne hanno parlato i giornali, ma attenzione: non tutti gli articoli sono esaustivi. Un buon resoconto è quello del Sole24ore. 

I punti che emergono dallo studio sono molti; per questo post ho fatto una scelta personale, commentando gli elementi che più hanno impatto su come gli italiani leggono blog, giornali, post su Facebook e sui social network.

  1.  Gli italiani leggono ancora?
    Leggono, sì, ma soprattutto guardano la televisione. I numeri dicono che la Tv resta uno dei principali mezzi di informazione e che i quotidiani, pur se in misura minore, hanno ancora un certo peso, soprattutto tra i lettori maturi. Per molti utenti i quotidiani sono fonte di informazione, anche se non vengono acquistati e letti tutti i giorni.
  2. Come si informano gli italiani?
    Le strade per arrivare alle notizie sono tante. La prima è andare alla fonte: comprare il giornale in edicola, andare sul sito web di fiducia. La seconda è cercare una notizia specifica da Google e cliccare sulle fonti che il motore di ricerca suggerisce. La terza è “incontrare” la notizia su Facebook, tra un messaggio di stato, la fotografia di un gattino e una conversazione. AgCom chiama queste abitudini “crossmediali”: la maggior parte degli italiani le usa tutte e tre, in fasce orarie e con modalità diverse.
  3. Sempre con lo smartphone in mano.
    La multicanalità nel consumo di informazione è presente anche nei dispositivi adottati: radio, tv, tablet, pc desktop e telefono cellulare. Lo smartphone, però, ha superato il pc desktop nell’accesso alle news on line, anche in Italia.
  4. Età diverse, abitudini differenti.
    Lettori maturi oltre i 65 anni, millennials tra i 14 e i 34 anni, generazione X, tra i 35 anni e i 44, boomers, tra i 44 e 64 anni: ciascuna di queste fasce ha stili diversi nel consumo di informazione. Questi utenti hanno comportamenti peculiari anche sui social media: scelgono social network differenti e interagiscono in maniera diversa.

Come comunicare in modo più efficace alla luce del rapporto AgCom

Quali riflessioni puoi portare a casa per la tua strategia di comunicazione? Ti elenco le mie.

Fare ufficio stampa

Il punto 1 risponde alla domanda: “l’ufficio stampa non serve più?”. L’ufficio stampa, inteso come comunicazione che alimenta la visibilità di un marchio tramite i giornali, è ancora utile.
Prima di scrivere comunicati stampa, riempire un database e avviare un progetto di comunicazione, è necessario però sapere quali destinatari raggiungere.

Fare un blog aziendale o un magazine aziendale

Se lavori in un’azienda che vuole fare brand journalism, magari in rete con un portale di informazione, ricorda soprattutto i punti 2 e 3. Se i tuoi utenti leggono molti contenuti dai social network, sai che dovrai investire in social media management per aumentare le visite su blog e giornale on line. Ricorda anche che sempre più contenuti si leggono dallo smartphone e scrivili di conseguenza.

Fare social media management

Le obiezioni più comuni delle Pmi, di fronte a una proposta di strategie on line, riguardano i destinatari. “I nostri clienti non sono su Facebook”, dicono spesso. Per sapere come comunicare un brand e che cosa fare per aumentare la visibilità, il punto 4 richiede una riflessione in più.
Ciascuna azienda dovrà analizzare con cura i suoi clienti reali e potenziali: le età, ma anche altri indicazioni come istruzione, reddito, abitudini. Solo dopo questa analisi potrà scegliere se e come fare social media management.

Come comunicare nei mercati business

C’è una credenza, molto diffusa, sulle strategie di comunicazione business to business. Ti riporto l’opinione comune tra le aziende con un prodotto che non viene venduto cliente finale: una strategia di comunicazione, per loro, non può passare da Facebook, trattandosi di un portale generalista. Io credo che la risposta dipenda dal caso specifico. Una corretta analisi preliminare, ad esempio, può verificare se su Facebook sono, invece, presenti partner e rivenditori e avviare strategie mirate.
Anche i business locali possono trarre vantaggio dal web, con un lavoro opportuno sul target e sulle geolocalizzazioni.

Questi sono i primi spunti di riflessione che ho maturato, dopo aver letto il rapporto. Sapere come comunicare, in uno scenario popolato da tante fonti di informazione e interazione con gli utenti, è un passaggio non facile per le aziende.

Se hai altre osservazioni, scrivile nei commenti!