Come descrivere servizi on line

Come descrivere i servizi on line

Sapere come descrivere i servizi on line è di importanza strategica. Se ti sei iscritto da poco a un marketplace, una piattaforma che aggrega servizi di professionisti diversi, il primo passo da compiere è presentare il tuo lavoro.
Dopo aver pubblicato il profilo, dovrai presentare i servizi da vendere sul portale. Ciascun servizio avrà una scheda, con una immagine, un titolo, una descrizione breve e una descrizione più lunga. Si tratta, in effetti, di una scheda prodotto: ma al posto di merci e oggetti fisici di un portale di e-commerce, ci sono le tue consulenze da professionista.

La piattaforma è grande, i membri iscritti sono molti. Là fuori, il web è ancora più grande. Gli utenti che visitano il marketplace lo fanno spesso negli orari più strani: le mamme, ad esempio, cercano servizi e prodotti sul web la sera dopo aver messo a letto i bambini, alcune a notte fonda. Molte Partite Iva che conciliano, durante il giorno, lavori presso clienti diversi, si dedicano alle piattaforme di servizi professionali in fasce orarie “intermedie”: la mattina dopo il caffè, in pausa pranzo. Alcuni di loro consultano le proposte di servizi on line dallo smartphone. Il loro sguardo scorre veloce: cercano informazioni essenziali e pragmatiche.

Come descrivere i servizi on line in modo chiaro e veloce?

 

Se navighi con pazienza, troverai molte informazioni utili sulle tecniche di scrittura per Internet. Su questo blog ho dato alcuni spunti sui metodi di scrittura e su come scrivere per il web, distinguendo uno stile semplice da uno semplicistico, un registro divulgativo da uno grossolano e volgare.

Scegliere come scrivere dipende, come sempre, dal contesto. Per parlare dei tuoi servizi hai a disposizione poco testo: ogni parola è decisiva.

Riccardo Esposito ha scritto un utilissimo post sulle pratiche da adottare per essere chiari e comprensibili sul web. Il suo punto di riferimento è la Guida alla redazione degli Atti Amministrativi, realizzata in collaborazione con l’Accademia della Crusca.

Se sei una mamma di un bambino in età prescolare, puoi verificare tu stessa la bontà di questi consigli, ma puoi fare qualcosa in più. Pensaci, hai in casa la più efficace piattaforma di test per comunicare in modo semplice e chiaro: tuo figlio.

 Ciò che funziona con i bambini, spesso, funziona anche con gli adulti, in contesti determinati. Il web è uno di questi perché, un po’ come accade quando vuoi comunicare con un bambino, devi essere chiara, concisa, veloce.

Un po’ per ridere, ma non troppo, ho redatto una mia lista di consigli per sapere come descrivere i servizi on line imparando dalla comunicazione con un bambino.

  • Non farti aspettare.
    Scrivi subito, nel titolo e nella descrizione breve, le informazioni più importanti che connotano il tuo servizio.
    Questo consiglio suona banale, ma lo ricordo perché trascurarlo, nella comunicazione tra professionisti, è molto facile. “Scrivere la notizia subito” è quello che fanno giornalisti, addetti stampa e blogger nei loro testi. Lo fai anche tu, mamma, quando parli con il tuo bambino e vuoi che il tuo messaggio arrivi subito alle sue orecchie. Fai così anche quando devi parlare del tuo lavoro.
  • Sintetizza. 
    Poche parole, semplici e chiare, sono la soluzione per comunicare in modo diretto con il tuo bambino. Lo fai con naturalezza, sin da quando il tuo piccolo ha iniziato a parlare: privilegi frasi corte, a volte anche parole corte. Scegli termini concreti, usi con misura i termini astratti.
  • Evita le espressioni negative.
    Al posto di “il mio servizio non ti darà problemi”, scrivi: “il mio servizio risolverà il tuo problema”. Comprendere un’espressione in positivo è più veloce e immediato rispetto a una frase in negativo. Evita le doppie negazioni.
  • Evita perifrasi, espressioni troppo lunghe.
    Se uso periodi troppo complessi quando parlo, il mio bambino mi guarda in modo interrogativo e mi dice “che cosa vuol dire”? Conosce tutti i termini che sto usando, ma metterli insieme, se sono troppi, è un lavoro complesso. Pronomi relativi, periodi con più di una subordinata, discorso indiretto libero richiedono tempi di lettura ed elaborazione più lunghi.
  • Evita l’ironia.
    I bambini hanno senso dell’humour, eccome. Comprendono molto bene lo scherzo, il tono giocoso e allegro di una conversazione, ma non l’ironia. Gli adulti, sul web, hanno un problema in più: il monitor non dà il supporto della comunicazione non verbale, utile, nelle conversazioni di persona, per comprendere se l’interlocutore parla seriamente o in modo ironico.
    L’ironia è arma delicata sempre: non usarla per descrivere i tuoi servizi on line.
  • Esplicita il contesto, fai esempi concreti.
    Le tue “schede prodotto” parleranno di situazioni reali. Immagina di parlare al tuo potenziale cliente, descrivilo in alcuni atteggiamenti tipici.  – A proposito, hai mai sentito parlare delle Personas ? –

 

Ho dimenticato qualcosa? Ci sono espressioni, termini, modalità linguistiche che hai usato con i bambini e che hanno semplificato la comunicazione?