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Come comunicare meglio sui social media

Il post in programma questa settimana era come comunicare meglio sui social media il proprio business, quando, sul web e sui social network, un video dei dipendenti di una filiale di banca è diventato virale. Non voglio postarvi il video: chi legge molto sul web sa di che cosa parlo.

Vorrei scrivere qualcosa in merito, però, perché si tratta di una vicenda che dice molto su come si vive oggi il mondo dei social e sul complesso rapporto tra pubblico e privato. Sapere come comunicare meglio sui social media dipende anche da questo.

Quel video, lo ricordo, era un filmato destinato a essere visto da una comunità aziendale interna. E’ stato, invece, dato in pasto a un contesto pubblico: il risultato, una pioggia di commenti negativi che i dipendenti non si meritavano.

Per dirvi come la penso, passo a una digressione. Su uno scaffale di casa mia ho una foto di mio figlio. È uno scatto di quando era piccolo: stava facendo merenda e ha la bocca sporca di yogurt. A me e a suo padre era sembrato buffissimo, in quel momento. Oggi riguardo la foto con affetto; nel frattempo, mi è capitato di vedere foto di altri bambini con il visetto sporco di cibo. I bambini sono belli tutti: ma, se non è il mio, quel sorriso macchiato di cibo non ha la stessa tenerezza.

Quando, su Facebook e su altri social, confondiamo pubblico e privato non teniamo conto di alcune variabili importanti nella comunicazione: contesto e destinatari del messaggio.

La foto del mio bambino ha un valore importante in casa mia: sulla mia libreria e per le persone che scelgo di accogliere in privato. La stessa immagine, mostrata ad estranei, evocherà emozioni diverse, positive e negative.
In tutta sincerità, non so come il video di Castiglione delle Stiviere sia stato valutato dai suoi reali destinatari.
Una volta reso pubblico, questo dato ha perso importanza perché

cambiati i destinatari, anche il messaggio è cambiato.

 

Un altro elemento da considerare, quando vogliamo comunicare meglio, è la qualità del messaggio e come lo realizziamo. La tecnologia oggi ci dà in apparenza il potere di fare tutto: possiamo diventare fotografi, persino con uno smartphone, possiamo modificare le nostre immagini con Photoshop, possiamo tutti scrivere e pubblicare su Internet, possiamo fare dei video, senza videocamera e senza essere videomaker.

Possiamo anche fare marketing e comunicazione fai da te?

 

Una brochure aziendale fatta in casa, senza l’aiuto di un grafico, sarà efficace?
Le mie fotografie fatte dal telefono sono come quelle che farebbe un fotografo professionista?

Posso creare contenuti testuali e visivi a uso promozionale, come si suppone che fosse il video di Castiglione delle Stiviere, pur senza una solida esperienza di comunicazione visiva, advertising e pubblicità?

Alcuni casi reali di web marketing e viral marketing potrebbero rispondermi che sì, è possibile una comunicazione fai da te che funziona. Accade, in effetti, che contenuti generati da un utente singolo, realizzati privatamente e pubblicati su Facebook magari senza alcuna intenzione pubblicitaria, raggiungano picchi di condivisioni e commenti positivi in pochissimi giorni.
Contenuti del genere, a prescindere dalla loro qualità, acquisiscono un valore comprensibile a tutti e condivisibile, a volte a dispetto di ogni previsione.

Il fatto è che il video di Castiglione delle Stiviere è diventato un contenuto virale, ma in negativo. L’insegnamento che possiamo trarre da questa triste vicenda – oltre a stigmatizzare la portata di “odio” che i commenti su Facebook hanno dimostrato -, è prima di tutto una:

sapere come comunicare meglio sui social media è una competenza.

 

Non è necessario avere una “patente” per stare sul web e sui social network, nessuno ci chiede esami o diplomi, ma di fatto, è fondamentale studiare, studiare e ancora studiare.
È importante ragionare sulle conseguenze che la comunicazione potrà avere sui nostri destinatari.
È decisivo ricordare che contesto, forma del messaggio e le chiavi di lettura dei destinatari sono in grado di alterare il significato, a volte di snaturarlo.