Mamma che blog

Cosa ho imparato a Mamma che blog

Cosa ho imparato a Mamma che blog? La domanda mi frulla in testa da un po’.
L’evento primaverile che convoca mamme blogger di tutta Italia si è svolto il 20 e 21 maggio scorso.
In ritardo, mi trovo oggi a elaborare alcuni spunti di riflessione scaturiti da una due giorni intensa che, è, al tempo stesso, formazione e confronto.

In una location bellissima e un po’ nascosta, Logotel di via Ventura, per me, mamma dal 2012, l’evento di Mamma che blog è soprattutto una strada per capire. Conoscere le mamme professioniste, chi ha iniziato prima di me, chi va da tutt’altra parte:  blogger che scrivono di genitorialità, di prodotti per bambini, di turismo.

Sono mamme che si sono disegnate e cucite una professione, mamme che lavorano da casa, donne che si sono ritagliate uno spazio quando ancora non c’era.

Ho un grande rispetto per le mamme blogger di prima generazione. Mamma che blog è il loro evento ma, proprio come la Rete nella quale sono nate, è occasione per stare al passo con processi che cambiano. Il web che le ha viste nascere e crescere alcuni anni fa è diverso da quello in cui siamo ora: è più grande, più popolato, più difficile e al tempo stesso più facile.

Il web è più difficile perché, oggi, fare della propria attività su Internet un lavoro produttivo è lungo e faticoso. E’ più facile perché gli strumenti per prepararsi e migliorare la propria formazione sono più diffusi e più avanzati.

Per dire che cosa ho imparato a Mamma che blog, forse non basta un semplice post.

Ho imparato che cosa fa una mamma blogger quando vuole lavorare meglio sui social media, come ha suggerito Enrica Crivello; come può orientarsi per scrivere meglio, seguendo i consigli di Valentina Falcinelli.

Ho visto come si sviluppa il rapporto tra blogger e aziende sponsor e come web e social media diventano un modo per influenzare i comportamenti di acquisto delle persone.

Niente di quello che ho sentito era banale. Quando penso al web mi viene in mente sempre l’immagine del “mare”: un oceano, anzi, in cui le acque non sono mai ferme.

Ecco cosa ho imparato a Mamma che blog e cosa mi sento di dire alle Mumpreneur.

Quando iniziamo un’attività in proprio, quando lavoriamo poco e quando invece il lavoro c’è e i clienti sono tanti: mettiamoci sempre nella prospettiva di una formazione continua.

Si impara sempre ed è il solo modo efficace per stare sul web.