didascalie

Didascalie e attenzione al cliente

Che rapporto c’è tra mettere le didascalie e avere la giusta attenzione al cliente?
Diversi anni fa, iniziai a scrivere per un mensile autorevole. Ero più giovane di adesso, più inesperta, senza figli…:)
Il primo lavoro importante era di quasi otto pagine e aveva una scadenza inderogabile. Consegnai. Il giorno dopo, arriva la telefonata inviperita del direttore di testata. LE DIDASCALIE! Avevo consegnato uno speciale di approfondimento di tecnologia, con grafici e immagini chieste a istituti di ricerca, e avevo omesso le didascalie.

IMMAGINI SENZA DIDASCALIE: SAREBBERO STATE CHIARE PER IL LETTORE?

Errore da manuale. Con urgenza mi trovai a scrivere tutte le informazioni necessarie per dare piena comprensibilità alle foto che, consegnati poi al grafico che avrebbe impaginato, andavano sistemate nella giusta posizione, per evitare fraintendimenti.

Dico la verità, non so perché dimenticai di scrivere le didascalie in anticipo. La scadenza per elaborare il testo era imminente, mi concentrai sulle interviste e l’analisi dei dati, rilessi più volte l’intero servizio, scelsi con cura i grafici,  insomma mi sembrava di aver fatto tutto…

Didascalie? Avevo dimenticato di pensare agli altri.

Concentrata com’ero sul mio primo servizio, avevo trascurato di pensare a che cosa sarebbe successo dell’articolo, una volta mandato in redazione. Le immagini, è vero, risultavano abbastanza intuitive. Il mio testo, dopo, sarebbe stato impaginato da un grafico che non lo avrebbe letto, ma solo posizionato in pagina.
L’articolo sarebbe stato poi rivisto dal correttore di bozze (alcuni giornali lo avevano ancora) il quale, però, non avrebbe avuto tempo di scrivere le didascalie: quelle brevissime righe di presentazione delle immagini, che a me potevano sembrare quasi banali.

L’episodio mi è tornato alla mente pochi giorni fa, mentre stavo per intraprendere un nuovo piano di lavoro con una piccola e media impresa.

Come gestire un progetto di comunicazione con un’azienda cliente?

Il diavolo è nei dettagli, avrebbe detto la mia insegnante di liceo.
Oggi dico: il segreto per lavorare bene è mettersi nei panni di chi, presto o tardi, si coordinerà con te.
Imparare ad adottare il punto di vista altrui è importante:

  • nel lavoro di squadra con i collaboratori, colleghi, consulenti
  • quando comunichi con il cliente, che valuterà il tuo lavoro in relazione alle sue esigenze
  • nel confronto con i lettori.

Sul web, adottare un atteggiamento orientato all’altro significa pensare al destinatario.

Vuole dire: scrivere per chi ti legge, orientare il tuo lavoro a risolvere dei problemi, mostrare i vantaggi del tuo servizio.

Sei pronto ad avere la giusta attenzione verso il cliente? Se hai dubbi, chiedimi una consulenza, la prima conversazione è gratuita.