Dopo Web Marketing Festival 2017

Dopo Web Marketing Festival 2017

Dopo la due giorni di Web Marketing Festival 2017 di Rimini, del 23 e 24 giugno scorso, avrei molto da dire e non saprei come. Da dove si comincia? Dalla sala “Digital journalism”, con Alessandro Giagnoli, Filippo Tramelli, Pamela Ferrara, Daniele Chieffi e Roberto Zarriello?

Dal dibattito su fake news e post verità, dalle riflessioni su presente e futuro dell’editoria on line, dal ruolo dei social media nella gestione delle crisi aziendali?

Dai casi di successo di content marketing, illustrati sabato da Gilda Birbitello e dall’esempio di Federica Calderoni di Tpi?

Dico la verità. Come sempre mi accade dopo aver seguito un evento o un incontro di formazione dai molti contenuti, ho bisogno di alcuni giorni per elaborare davvero il tesoro di informazioni che ho in mano.

Approfondire tutto è difficile, nello spazio di un solo post. Di una suggestione peraltro, coniata da Pamela Ferrara, sono grata. Parlando del momento in cui un utente fa retweet, commenta o cita un Tweet,  Pamela Ferrara ha detto:

Entrare in una conversazione assume un valore simbolico

 

Un commento, un’interazione, un link: sul web 2.0. sono azioni che iniziano o consolidano una relazione.
Entrare in una conversazione avviata, ad esempio postando la propria opinione, avrà delle conseguenze, quale che sia il nostro profilo.

Perché, prima e dopo Web Marketing Festival 2017, questa affermazione mi sembra importante?

Il web 2.0. ci consegna in una rete di possibili azioni on line che, a prima vista, sembrano tutti facili e veloci. Scrivere davanti a uno schermo innesca dinamiche di comportamento caratteristiche: è diverso da parlare al telefono con un interlocutore ed è molto diverso da conversare faccia a faccia con una persona.

Commentare, scrivere on line è dare un segno di presenza, ma questa presenza virtuale può sembrare più “leggera”. 

Molti confondono questa “leggerezza” con assenza di peso. Si tratta piuttosto di una presenza che ha contorni specifici, che vanno conosciuti e appresi e che pure tendono a cambiare nel tempo.

Ad esempio, come sanno bene gli esperti di crisis management sui social media – illuminante, a Rimini, l’intervento di Daniele Chieffi – ogni commento sui social è il potenziale inizio di una storia, una catena di altri commenti negativi o positivi che può essere difficile controllare e che può avere degli impatti sulla reputazione di un’azienda. In questo caso, il “valore simbolico” ha una rilevanza fortissima.

Il primo insegnamento che mi sento di ricordare sembra ovvio, ma non troppo. 

Tutto quello che accade sul web ha una conseguenza.

Tutto quello che scrivo sul web non verrà dimenticato.

 

Non sarà dimenticato da Google, da chi mi segue, da chi mi incontrerà per caso. Questo vale in positivo e in negativo e vale comunque, per chi ha milioni di followers e per chi ne ha una decina.

I comportamenti che ciascuno di noi tiene sul web, nel tempo libero e sul lavoro, per leisure o per motivi di business, devono tenere conto di questo.

La ragnatela del web è molto più forte di quanto non sembri.

Mumpreneur, libero professionista: usa il web con attenzione, usalo con strategia.