Fare ufficio stampa è inutile

Fare ufficio stampa è inutile?

Fare ufficio stampa è inutile? Inviare comunicati stampa non serve più?
In molte realtà aziendali si è diffuso il dubbio: le media relations così come le abbiamo conosciute, prima del web 2.0., sembrano obsolete. Le relazioni pubbliche sono diventate digitali: i canali on line e social sono al centro dell’attenzione, prima e di più della stampa tradizionale. Quasi tutte le agenzie di comunicazione non offrono solo servizi di ufficio stampa ma vantano competenze di digital pr : possono fare tutto, ma, spesso, molti committenti chiedono solo azioni di social media management.

Forse, fare ufficio stampa è inutile.

Forse basta aprire un blog aziendale o far conoscere il marchio tramite i social network.
Secondo molte Pmi, fare ufficio stampa è inutile per un altro motivo. La tendenza a ridurre gli investimenti in comunicazione ha eroso molti progetti, a poco a poco; nel frattempo, si è diffusa la convinzione che per affrontare i nuovi media non servano competenze specifiche e, forse, neppure fondi destinati.

A questo si è aggiunta la crisi dell’editoria. I giornali professionali hanno visto un calo drastico e anche la stampa rivolta al grande pubblico ha visto molti cambiamenti. Le possibilità di far crescere la visibilità di un’azienda grazie all’ufficio stampa sono state messe in discussione.

Dunque, l’ufficio stampa è morto?

Le azioni che si possono e si devono fare sui media on line sostituiscono la comunicazione tradizionale?
Il comunicato stampa non serve più?
In realtà, se osserviamo lo scenario della comunicazione più da vicino vediamo che ufficio stampa, media relations, pubbliche relazioni digitali non sono in contrasto fra di loro, perché hanno pubblici differenti.

L’ufficio stampa è una forma di comunicazione “mediata”. 

L’azienda contatta l’ufficio stampa; l’ufficio stampa manda il comunicato ai giornali e dai giornali la notizia arriva ai ai lettori. Le pubbliche relazioni digitali che, concentrandosi sul web 2.0, guardano alla rete di consumatori finali scorrono su un altro binario parallelo.

Grazie ai social media, l’azienda ha un dialogo diretto con il consumatore.

Questo livello di disintermediazione è un vantaggio, ma non sempre e non per tutti.
In base agli obiettivi di business, al tipo di prodotto o servizio offerto e alle competenze dei comunicatori, in azienda e in agenzia, può essere utile una comunicazione strutturata, come l’ufficio stampa, o una spinta verso l’interazione con i clienti, sui canali social.

Ci sono aziende che raggiungono grande visibilità da un progetto di ufficio stampa integrato, che lavora sui canali tradizionali e su quelli on line. Anche singoli professionisti possono trarre vantaggio dalle relazioni pubbliche rivolte ai giornali: per esempio quando organizzano un eventoquando annunciano un libro o un servizio innovativo.

Marchi rivolti ai consumatori finali, ma anche aziende specializzate, che hanno una community attiva su Internet, su gruppi Facebook ad esempio, possono trarre vantaggio da una buona strategia di social media management.

  • Se l’azienda non ha un prodotto nuovo da presentare alla stampa,
  • se l’obiettivo prioritario è fidelizzare la propria rete di partner,

può essere il momento giusto per investire sui canali social.

Non c’è una risposta univoca per tutte le aziende ma soprattutto, non è necessario considerare ufficio stampa e digital pr come un aut-aut.

Fare ufficio stampa è inutile? Nella maggior parte dei casi, la risposta è no.

Inutile, quasi sempre, è una comunicazione influenzata dalle nuove tendenze, ma senza strategia.