blogger e giornalisti

Giornalisti e blogger: trova le differenze

Giornalisti e blogger sono due profili professionali che tendono a intrecciarsi. Alcuni giornalisti sono diventati blogger; altri mantengono tuttora una doppia attività, scrivendo sulla loro pagina web personale per i giornali.  Per aziende e uffici stampa di alcuni settori, i blog più seguiti sono considerati molto importanti, per la loro capacità di influenzare le opinioni delle persone. 

Blog e social media figurano come i nuovi luoghi dove cercare visibilità; le testate giornalistiche, siano esse cartacee oppure on line, appaiono, a confronto, un canale tradizionale.

Come consulente di comunicazione, giornalista e blogger io stessa, vivo tutti i giorni il confronto tra queste dimensioni del mondo dell’informazione che tendono a confondersi tra di loro ma che, a ben vedere, sono molto diverse.

Se hai una piccola e media impresa e vuoi farti conoscere, se sei una libera professionista e stai presentando la tua attività a blog e giornali, ti sarà utile comprendere come si lavora in entrambi gli ambienti.

Il giornalista – se è bravo – è un esploratore. Il suo obiettivo è trovare notizie, storie da raccontare, informazioni  su un pezzetto di mondo che il lettore non conosce o che non conosce in quella prospettiva.

Quando ha un’informazione o una notizia, il giornalista ha un metodo: deve verificarla, comprenderla in un contesto, vagliarla sentendo voci a favore e voci contro.

Che cosa fa di diverso un blogger?

Mi è piaciuta una definizione di Rosa Giuffrè: il blogger è un semplificatore di informazioni. Il suo ruolo è parlare a una community  in modo chiaro e onesto, offrendo un punto di vista personale su un tema o su un argomento.
Il contenuto di cui parla il blogger può essere una  notizia, giornalisticamente intesa, oppure no.
A volte il  blogger fa informazione,  a volte fa qualcosa d’altro ed è giusto così.

Ci sono molti elementi da considerare per spiegare giornalisti e blogger sono diversi: la loro storia, le loro condizioni di lavoro. Il giornalista – almeno in teoria – è pagato per il contenuto che scrive, mentre il blogger è un libero professionista: il suo business è il blog, il modo in cui gestisce i contenuti sul web, la visibilità che ne ricava.
Potremmo dire che il blogger è, in una sola figura, editore, direttore, giornalista e insieme venditore di spazi pubblicitari: un ruolo complesso e molto delicato.

Alle aziende che vogliono comunicare con giornalisti e blogger, io sottolineo queste differenze: sono all’origine del modo in cui le due categorie guardano le notizie e del rapporto che instaurano con un brand.

Il giornalista è sempre alla ricerca di notizie. Se nel comunicato stampa che riceve, vede un contenuto che dice qualcosa di nuovo, la sua testa inizia a pensare : “Che significato posso dare a quello che sto leggendo? Quali conseguenze ci saranno nella vita delle persone?” “E’ una storia interessante per il giornale?”

Anche al blogger piacciono le novità: preferisce, però, trovarle in modo autonomo. Per il blogger, ricevere un comunicato stampa da parte di un’azienda ha un altro significato.

Il blogger vede la notizia, ma dal momento che non nasce come organo di informazione in sé, può considerarla in diversi modi. Quel “contenuto” può essere interessante; può essere pertinente con il piano editoriale del blog; può non piacere al blogger per via di un punto di vista personale.
Può, ancora, essere motivo per avviare un percorso di collaborazione con l’azienda, con progetti condivisi, post sponsorizzati, varie forme di comunicazione e di promozione.

L’azienda che è abituata a parlare con la stampa tradizionale dovrà mettersi in un’altra prospettiva, se vuole dialogare con i blogger.
D’altra parte, chi conosce il mondo dei media sa che, anche per i giornali, le notizie non sono tutte uguali.

Anche nei giornali il confine che delimita informazione e pubblicità è ricco di sfumature, cambia a seconda dei settori e non è esente da situazioni ibride.

Conclusione?
Giornalisti e blogger sono diversi: si assomigliano, possono imparare molto l’uno dall’altro ma restano differenti. 

Attenzione, non c’è un giudizio di valore in questo. Personalmente, ho letto pezzi di ottimi giornalisti, che mi hanno aperto una visione del mondo; pessimi giornalisti che hanno ceduto al sensazionalismo eccessivo; blogger che ringrazio per la loro generosità, nei contenuti didascalici; principianti blogger e blog che non vorrei più leggere.

Se volessimo giocare alla contaminazione, sarebbe bello che il giornalista imparasse qualcosa dal blogger: come si sta sui social, come si fa divulgazione, come si lavora sul web.

D’altro canto, il setaccio del giornalista, che prova a capire prima di scrivere e che verifica quello che scrive resta un metodo utilissimo per comprendere le informazioni, dentro e fuori i giornali.