italiani e social media

Italiani e social media: il 2017

Il rapporto tra utenti italiani e social media è dominato da Facebook e YouTube. Questo è il primo dato importante che emerge dalle ultime indagini, relative all’anno scorso, che mi permetto di commentare dopo aver letto il post di Vincenzo Cosenza. La fonte è Audiweb powered by Nielsen, il campione è rappresentato dalla Total Digital Audience: sono compresi, cioè, i flussi da computer e da dispositivi mobili.
In questo post non darò i dati completi della ricerca, ma qualche spunto per capire la relazione tra Italiani e social media e come affrontarla al meglio per un business on line.

Facebook e You Tube, i due giganti

Facebook è la rete sociale più diffusa sullo stivale. Ha dai 27 ai 30 milioni di utenti attivi al mese ed è il canale utilizzato per più tempo durante il giorno. Il secondo re dei social è You Tube, con circa 24 milioni di italiani.

Instagram è il social network in ascesa.

Il canale sociale delle immagini conta circa 14,5 milioni di utenti, con una crescita del 41 per cento rispetto al 2016.
La differenza tra Instagram e Facebook è piuttosto chiara: il primo è amato dai giovani sotto i 30 anni, mentre su Facebook, da tempo, molti tra gli utenti più attivi sono sopra i 35 anni.

Tra le reti sociali in crescita c’è Linkedin. 

Il network professionale ha un’audience di 9,8 milioni di persone, nel 2017, e ha visto uno sviluppo del 38 per cento. Fino a pochi mesi fa, fonti ufficiali confermavano che in Lombardia e a Milano si sono registrati, nel 2017, i numeri più promettenti su Linkedin.

Se si parla di navigatori italiani e social media, Twitter è il canale senza sbalzi in avanti. Avrai già sentito dire stare su Twitter non serve a nulla, eppure la sua audience resta sul numero stabile di 7,1 milioni.

Calano, invece, gli utenti di Google Plus e Tumblr; cresce PinterestSnapchat resta stabile e ben quotato su un pubblico giovanile.

Italiani e social media: la messaggistica

Vincenzo Cosenza ha esaminato anche i dati relativi alle social app, strumenti di messaggistica e applicazioni per dispositivi mobili. Perché te lo segnalo? Molte persone stanno cambiando abitudini e i dati statistici lo confermano. Le applicazioni per scambiarsi messaggi, come Messenger e Whatsapp, tendono a essere considerati dagli utenti al pari delle reti sociali.
È capitato anche a te di ricevere icone animate su Whatsapp, proprio come su Facebook? O di inoltrare messaggi multipli, grazie ai gruppi? La differenza fra reti sociali, nati per connettere persone da tanti a tanti e strumenti di messaggistica, per la comunicazione uno a uno, si fa sfumata.

Dunque: se stai per intraprendere un piano di comunicazione e cerchi soprattutto utenti giovani e adolescenti, considera anche il ruolo delle social app.

Te lo ripeto: mobile first

Il termine mobile first non è nuovo, eppure lo ribadisco. Cosenza scrive che, secondo Comscore, il 62 per cento del tempo trascorso dagli italiani in rete è su smartphone e tablet. Navighiamo molto su Internet e lo facciamo molto spesso dal telefono cellulare: sempre più spesso, seduti sul divano o in metropolitana.
I progetti di comunicazione, assistenza clienti e pubblicità che provano ad aggredire questo mercato ci sono già.

Quando prepari un business on line, quando scrivi i testi per il nuovo sito web, quando pensi al piano editoriale per il tuo blog non dimenticare il modo in cui navigano i tuoi utenti.

Quale social network scegliere?

Se hai da poco intrapreso un’attività sul web, i dati sulla relazione tra italiani e social media sono un buon punto di partenza. Quali canali sono più utili per farti conoscere?

Per saperlo studia il tuo cliente ideale, considera la sua età, i contenuti che preferisce. Pensa ai punti di forza dei tuoi servizi e incastra i pezzi del puzzle.

Non è necessario stare su tutte le reti sociali, questo lo sai già. Non è neppure necessario postare contenuti in modo frenetico, perché, per esempio in Facebook, le condizioni sono molto cambiate.

Non sono una social media manager e non so se sarà produttivo, per il tuo lavoro, avere un approccio di comunicazione faidate o rivolgerti a uno specialista. Il budget è sempre limitato, lo so, ma non dimenticare di studiare bene la situazione, prima di scegliere.