Come dare del tu ai lettori

Come dare del tu ai lettori del sito web senza sbagliare

Dare del tu ai lettori del sito web è pratica diffusa. Da’ un tono di voce informale, uno stile diretto e semplice, che elimina l’intermediazione. Se il tuo sito Internet ha come destinatari il largo pubblico, consumatori finali di un prodotto, giovani e adolescenti, oppure una comunità di colleghi, partner, professionisti, usare la seconda persona singolare è una buona idea. Attenzione, però: non farti guidare da una tendenza, ma dai a tutto il sito un linguaggio coerente.

Come dare del tu ai lettori: evita gli equivoci

Ti racconto un episodio. Leggevo, alcuni giorni fa, una storia insieme al mio bambino che oggi ha sei anni. Il brano era tratto da un romanzo dell’Ottocento e, nel dialogo, i due interlocutori si davano del voi. La conversazione suonava così:

“Buonasera, caro Flint, come state?
Ottimamente, caro Jack e voi? La vostra famiglia?”.

Siamo andati avanti a leggere un paio di righe ancora, poi ci siamo fermati.

Non ho capito niente, diceva mio figlio sconsolato. La ragione? Non conosceva l’uso, oggi meno frequente, del voi al posto del tu. La frase buonasera Flint come state? per lui era incomprensibile, dal momento che, nel dialogo, gli interlocutori erano solo due.

Quanti siete?

Ho scelto questo episodio per spiegarti che, anche in un sito web, la scelta del tu deve essere coerente.
Se, per esempio, nella pagina chi siamo figurano fotografie e profili di cinque persone, perché il testo descrittivo è scritto in prima persona singolare?
Una pagina About collettiva fa pensare a una squadra: si dovrà presentare come un noi, rivolgendosi, se preferisce, a un lettore al quale darà del tu.
Se hai un sito web personale, sei un libero professionista o una Mumpreneur, potrai, invece, parlare in prima persona. Questa formula è la più semplice ed è quella che risponde meglio al tuo stile: hai una storia, un’idea di impresa e servizi che proponi, spesso a privati.

Devi dare sempre del tu?

Oggi la moda di dare del tu è molto comune, ma non è sempre la scelta migliore. In un sito di una grande realtà un’impresa business-to-business, con servizi alle aziende, un testo scritto in terza persona singolare è più indicato.
In una newsletter usare la seconda persona sembra la soluzione migliore: si tratta di un testo che ha scopi promozionali e il linguaggio persuasivo è determinante. Attento, però, a non esagerare: usa pure il tu, ma adatta il tono di voce del testo allo stile che ti contraddistingue. Se nel sito hai modi gentili e moderatamente informali, non adottare una confidenza eccessiva nella newsletter.
Se usi la posta elettronica per mandare comunicati stampa, nel testo che accompagna l’allegato dai pure del tu al giornalista ma, se non lo conosci direttamente o se lo conosci poco, non fingere con lui una falsa familiarità.
Inoltre, ricorda che, nella maggior parte dei casi,

gli articoli di giornale e i comunicati stampa si scrivono in terza persona singolare.

Tu, voi, noi: non fare confusioni

Lo ammetto, scegliere un tono di voce coerente e senza sbavature, nel sito e nel blog, non è semplice. Capita anche a te? Io spesso mi sono trovata a confondermi perché, di volta in volta, le mie intenzioni comunicative erano diverse.
Quando voglio parlare di un argomento delicato, che non è opportuno affrontare in modo diretto, mi sembra che la terza persona singolare sia più adatta. Quando scrivo un post d’impulso, magari perché sono sconcertata per qualche motivo, mi viene voglia di dare del tu.

In linea generale, puoi adottare una prima distinzione tra i testi del sito web e quelli del blog.

Nel sito web, scegli una sola persona e un tono di voce uniforme, per tutte le pagine.

Il blog è il tuo work in progress: crescerà con te e rifletterà, a poco a poco, i cambiamenti nello stile e nel modo di lavorare. L’importante è non mescolare troppi stili in un solo testo: non usare io e noi insieme, evita la formula del pluralis maiestatis, evita il voi, se hai sempre usato il tu e così via.

Ci sono osservazioni da aggiungere su come dare del tu ai lettori?
Quando, secondo te, non è opportuno usare questa formula?