Comunicare su Internet

Comunicare su Internet: pronto a cambiare?

Che cosa significa comunicare su Internet? Ti risparmio i temi già noti su social network, pubbliche relazioni digitali, scrittura per il web. Comunicare sulla rete vuole dire conoscere questi aspetti e non sono dettagli. Oggi, però, mi preme dirti qualcosa di diverso: forse non ci hai mai pensato, ma comunicare su Internet richiede una grande predisposizione al cambiamento. Gli esempi sono infiniti e io ti parlerò solo della mia esperienza: puoi approfondire l’argomento, dopo questo post e scoprirai molte novità.

Comunicare su Internet: solo un anno fa

È stato un mio cliente a farmi riflettere su come cambiano, anche nell’arco di alcuni mesi, le tendenze dei giornali a pubblicare o non pubblicare un comunicato stampa di un argomento culturale. Un anno fa, un comunicato per un giornale on line poteva essere pubblicato circa tre o quattro giorni dopo l’invio. Dieci anni fa, un comunicato stampa mandato a fonti web veniva rilanciato in meno di poche ore. Sino a qualche tempo fa, il comunicato veniva pubblicato in modo abbastanza diffuso da tutti; oggi, alcuni magazine preferiscono chiedere testi sponsorizzati. Anche il rapporto con i giornali specializzati e i loro portali on line è cambiato.

Internet e l’editoria

Il mondo dell’editoria ha sempre subito trasformazioni. Le testate chiudono, vengono rinnovate, rinascono: questo, lo sappiamo, cambia le dinamiche del giornalismo e nella informazione. Internet, però, ha introdotto un modello economico profondamente diverso. L’informazione non si paga, la pubblicità a volte non basta e, sul web, sono cresciuti molti canali ibridi. Oltre ai giornali, ci sono blog, siti di informazione, portali, reti sociali. Nuove figure professionali si affiancano a quelle tradizionali.
A proposito, hai mai provato a mandare un comunicato stampa a un blogger?

Parole chiave e paradossi del web

I primi furbi del web giocavano a riempire i testi di parole chiave. Tempi passati, ma oggi anche concentrarsi su una keyword fatta da una parola sola può non essere strategico. In alcune redazioni circolavano, fino a poco tempo fa, semplificazioni che oggi fanno sorridere: scrivi almeno 300 parole, scrivine 500, scrivine 1000. Ancora non sono pronta, ma un giorno ti racconterò, da giornalista, che cosa ho sentito dire dai tecnici di agenzia per aiutarmi a fare Seo copywriting.
Non voglio sostituirmi alla competenza degli esperti, ma sottolineo: cambiano le persone, cambia il loro modo di cercare su Internet. Scrivere per il web non è un metodo che impari e metti da parte, ma una formazione continua, che devi sempre aggiornare.

Comunicare su Internet: le tendenze

Qualche anno fa, una notizia rilanciata su Facebook veniva letta e commentata di più rispetto allo stesso articolo, inviato via mail o segnalato al telefono. Succedeva quando Facebook viveva il suo periodo d’oro e l’algoritmo era diverso da quella attuale; accadeva, però, perché Facebook per le persone era un luogo di tendenza.
Ricordo che per il mio primo blog di agenzia mandai una mail ai giornalisti che conoscevo di persona: una di loro mi rispose, ma sulla casella di posta. Oggi, la giornalista ha un blog personale, molto seguito.
Al di là degli aneddoti, voglio dirti che le persone cambiano e cambiano modo di comunicare: cambiano i canali sui quali sono più presenti, da Whatsapp a Messenger e cambiano preferenze.
A proposito, tu scrivi messaggi di testo o mandi messaggi vocali?

La soluzione: i tuoi utenti

Non ci sono antidoti per fermare le trasformazioni della rete, anche quando non ti piacciono. Non puoi eludere i cambiamenti e ti conviene leggere e studiare molto, per capire le tendenze più diffuse. Ricorda però che non tutto quello che dicono le ricerche è adatto ai tuoi utenti: il primo, solo, punto di osservazione privilegiato. Il video content è molto apprezzato in questo momento: ma per i tuoi destinatari e per i tuoi contenuti, è la scelta migliore?
Ti è stato consigliato Instagram oppure vuoi lanciarti su Telegram? In azienda è nata una passione per il brand journalism o per il commercio elettronico?

Non scegliere una tendenza perché è di moda, sceglila se va bene per te.