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Digital trends 2021: cosa dicono e cosa non dicono

I digital trends 2021 ti suggeriscono di aprire una pagina Instagram? Seguendo le tendenze previste sui social media stai valutando una presenza su Tik Tok?
Prima di decidere, ti invito a una riflessione.

Dalla fine dell’anno scorso hai iniziato a leggere le analisi sulle tendenze più diffuse sul web nel 2020 e su quelle previste per il 2021.
Diversi studi affrontano il tema e molte sono le prospettive possibili:

  • le dinamiche più importanti sui social network;
  • i fenomeni di interesse per chi fa marketing;
  • i canali e i contenuti di maggior successo per chi fa pubblicità;
  • gli sviluppi per chi fa comunicazione e digital relations.

I report più noti sono quelli sui social media trends 2021, ma ci sono anche le previsioni sulle tendenze di digital marketing, quelle più specifiche per l’advertising e sull’influencer marketing.

Quale che sia l’orientamento, si tratta di studi da valutare con un’avvertenza: sono indicatori, non imperativi.

Digital trends 2021: non ti dirò nulla di più

Ho letto alcuni degli studi sulle tendenze del web di quest’anno e li ho trovati molto utili. Non ti annoierò con il riepilogo dei trends principali, che puoi trovare facilmente su We are social, Talkwalker, Buzzoole, Franz Russo, Studio Samo.
Non tutto è una novità: in molti casi, queste dinamiche sono il risultato di un’onda lunga che si poteva osservare già da qualche anno.

Se leggi, ad esempio, che i video autoprodotti sono diventati la passione di molti italiani, non avrai da stupirti, perché è così da diverso tempo.
La crescita di importanza del coinvolgimento dell’utente non è una notizia, così come non destano sorpresa l’ascesa di Tik Tok e Instagram e il progressivo interesse degli investimenti delle aziende verso le generazioni più giovani.

A che serve sapere cosa succede sul web e sui social?

Secondo alcuni osservatori dei digital trends 2021, il Covid-19 ha amplificato situazioni già in fase di esordio negli anni prima. È vero, peraltro, che altri fenomeni si caratterizzano come nuovi e sono stati scatenati dalla pandemia: come i post crescenti su attività, hobby ed esperienze da vivere in casa, chiaro effetto del lockdown e il moltiplicarsi delle iniziative solidali sui social network.

In fine dei conti, però, a che serve sapere che cosa succede sul web e che cosa succederà in futuro?

Uno degli errori più frequenti indotti dagli studi sul nuovo anno è il diffondersi delle mode.
Comunicatori, professionisti e piccole e medie imprese sono portati a considerare i digital media trends 2021 non come dei suggerimenti per avviare una strategia, ma come dei must.
Io penso invece che gli studi sui fenomeni del digitale devono essere letti come punto di partenza di una disamina più complessa.

La strategia è diversa, caso per caso

In tempi non sospetti, scrissi già di alcuni equivoci legati alla moda dei messaggi visivi.
Dati alla mano, i video non sono efficaci solo perché sono video, ma perché trasmettono un contenuto percepito come importante dagli utenti.
In modo analogo, Franz Russo sottolinea quanto siano importanti le comunità: il punto non è solo lavorare su nuove funzionalità nei social media, ma coltivare le relazioni all’interno di un gruppo, sulla base di valori e stili condivisi.

Un altro esempio è dato dalle reti sociali emergenti. Le ascese di Snapchat, Tik Tok o Telegram stupiscono e fanno clamore, anche perché sono così diversi dai primi social network che abbiamo conosciuto; ma, ancora una volta, la prospettiva giusta non è partire dalla moda, ma dai destinatari.
Se è chiaro che oggi non è possibile essere onnipresenti, va compiuta una scelta e il criterio è, prima, dopo, dentro e fuori il web, sempre la definizione di un target: quali sono i tuoi potenziali clienti e dove li trovi.