portali per vendere on line funzionano

I portali per vendere on line funzionano?

I portali per vendere on line funzionano o sono una perdita di tempo per professionisti e aziende? Pongo sul blog la domanda che mi hanno rivolto in tanti, dopo alcune esperienze su marketplace di servizi e prodotti. 

Pochi giorni fa avevo scritto un post sui marketplace di servizi. Segnalavo l’importanza di uno studio preliminare del portale e di un’analisi strategica del proprio business: non tutti i clienti e non tutti i fornitori di servizi sono adatti a gestire una trattativa da remoto. Ho scritto anche un post su come completare il proprio profilo sul portale e, nel frattempo, ho raccolto alcune opinioni sull’argomento. Non vorrei sembrarti troppo critica, ma una riflessione, oggi, sembra necessaria.

I portali per vendere on line funzionano?

Per rispondere, devo fare una premessa. Sul web le dinamiche cambiano di continuo.

Cambiano le abitudini degli utenti, cambiano le piattaforme.

Quello che funziona, oggi, tra un anno sarà inutile; quello che ieri andava benissimo attualmente non è più efficace. Per sapere se il marketplace che hai scelto sarà davvero utile nel tuo settore professionale e per il tuo mercato, molto probabilmente, il solo test sicuro è provare.
Io posso provare a dirti, però, che cosa è successo sinora e quali difficoltà hanno incontrato alcuni professionisti sui marketplace italiani.

Riassumo alcuni casi di esperienze reali:

  1. Ti sei iscritto, ma dal portale non ricevi contatti né proposte di lavoro.
    Alcuni portali per vendere on line funzionano, ma non in modo costante. A volte sono start up che vedono un rapido incremento di accessi all’inizio ma, se il loro modello di business è fragile, non ti assicurano uno scambio di domanda e offerta in modo stabile. Se sei fortunato e hai colto il momento giusto, hai trovato comunque ottime occasioni di lavoro nella prima fase.
  2. I prezzi sono bassi.
    L’obiezione più frequente sui vantaggi del marketplace resta vera. Sì, i prezzi dei servizi che si offrono e si vendono sui portali on line sono, in media, più bassi del mercato di riferimento. Sono anche più bassi rispetto a quelli che potresti contrattare con un cliente che, per esempio, ti ha segnalato un collega o un conoscente.
    A questo punto, la domanda è un’altra. Sei disposto a vendere i tuoi servizi a queste condizioni? Sei in grado di rientrare con le spese e di ottenere i volumi giusti, oppure la tua attività sarebbe in perdita? 
  3. Sul portale circolano richieste fasulle o poco verificate.
    I marketplace si sono accorti che il rischio e la reputazione del portale vengono proprio da questo: quando i primi contatti avvengono sul web, è molto facile imbattersi in profili falsi e in finti professionisti. Pere questo motivo, alcuni siti, ma non tutti, dicono di avere un sistema per verificare gli iscritti e dare alcune garanzie agli utenti.
  4. Lavorare da remoto è difficile: i clienti non sono chiari nelle richieste e non sono soddisfatti del tuo lavoro.
    Può succedere, certo. Io ti consiglio, quando rispondi a un’offerta, di instaurare un dialogo stretto con l’interlocutore, con mail, telefonate e contatti frequenti. Fai in modo che il tuo cliente “remoto” diventi una persona, impara a conoscerlo, chiedi informazioni su di lui. Più coltivi la relazione, più avrai modo di ridurre i rischi.
  5. I clienti non pagano.
    Questa brutta abitudine non è propria dei business on line; può capitarti anche con i clienti che hai trovato di persona. La soluzione, sui portali, è farsi pagare in anticipo o iniziare con il chiedere un acconto.

Ad oggi, non ho una risposta definitiva alla domanda se i portali per vendere on line funzionano.
Secondo me, il settore dei servizi ha caratteristiche peculiari, rispetto alla vendita dei prodotti e il mercato italiano ha le sue note distintive.

Ogni business ottiene risposte differenti dalle strategie su Internet.

Per parte mia, non ti consiglio di rinunciare in toto a lavorare con il web: verifica la tua situazione e soprattutto, misura le tue aspettative sulla base di un progetto concreto.

Hai altre esperienze sui marketplace? Scrivimi, ne riparliamo presto.