maiuscole e minuscole

Lettere maiuscuole e minuscole

Lettere maiuscole e minuscole sono oggetti misteriosi per un copywriter. Il mistero, in realtà, non sta in queste lettere innocenti, ma nel modo in cui vengono interpretate in brochure aziendali, comunicati stampa, testi promozionali.  Da giornalista, addetta stampa, copy e blogger, io stessa sono confusa.

Ci sarebbero delle regole, ma oramai nessuno le rispetta più.

La mia professoressa di italiano del liceo mi avrebbe detto:
– maiuscole a inizio frase
– maiuscole sui nomi propri di persone
– maiuscole di nomi geografici
– maiuscole di nomi di enti, a certe condizioni.
In molti casi l’uso di maiuscole e minuscole può essere soggetto a interpretazioni.
Ad esempio

si usano maiuscole di rispetto, in comunicazioni molto formali, mantenendo, però, lo stesso criterio per tutto il testo.

Molti altri casi, però, avrebbero fatto saltare sulla sedia la mia insegnante di italiano, che però è oggi in età matura e non mi sta leggendo:

  • maiuscole per aggettivi sostantivati come italiani, tedeschi;
  • lettere minuscole per il nome di un prodotto specifico o un brand;
  • uso eccessivo di maiuscole per definire cariche di vertici aziendali;
  • sigle tutte maiuscole per identificare i prodotti;
  • caratteri maiuscoli usati per nomi comuni ai quali si vuole dare importanza.

L’uso di maiuscole per indicare gli abitanti di una città o una nazione è un inglesismo. In inglese scriviamo Americans, English men; in italiano, il popolo americano, gli americani.
L’uso di troppe lettere maiuscole su cariche professionali è un retaggio dello stile di comunicazione aziendale: è poco efficace nei comunicati stampa e nella comunicazione ai giornali.
L’uso dell’iniziale maiuscola nel nome del prodotto è molto comune. Spesso i nomi di prodotto hanno tutti i caratteri maiuscoli e questo a volte risulta eccessivo.
D’altro canto, l’uso di sole lettere minuscole, anche sui nomi propri e di brand, è un espediente grafico degli ultimi tempi, che però può dare adito a situazioni ambigue.

So di addetti stampa che inseriscono sempre il nome di un prodotto all’interno del testo, avendo cura di non inserirlo all’inizio di frase, per non aggiungere la maiuscola e cambiare l’aspetto grafico della parola.

Al netto della grammatica, la questione maiuscole e minuscole si chiarisce pensando a quello che vogliamo comunicare.

La maiuscola enfatizza, dà importanza. Se, però, nel mio testo ci sono troppe maiuscole, ottengo l’effetto contrario, perché nulla sarà più messo in evidenza.
Sul web le regole di netiquette (antiquate?) sostenevano che la parola scritta in maiuscolo equivale a “gridare”: si fa, ma solo se e quando è necessario.
La scelta di lettere maiuscole e minuscole nei nomi di brand e di prodotto sarà, poi, da studiare con attenzione: si tratta del nome che vogliamo resti impresso nella memoria delle persone!
Pensiamoci e diamo avvio a un percorso coerente.
Concludo dicendo la mia opinione: a mio avviso, non c’è bisogno di mettere in imbarazzo la mia professoressa di italiano.
Effetti grafici, messaggio da comunicare, ortografia e grammatica si possono conciliare.
Aspetto la vostra opinione nei commenti.