rapporto Censis 2018

Rapporto Censis 2018: la comunicazione è transmediale

Pochi giorni fa è stato annunciato il rapporto Censis 2018 sullo stato sociale del Paese. Ne hanno parlato in molti, concentrandosi sulle tendenze economiche e di costume. A me interessa soprattutto il capitolo dedicato a comunicazione e media. Secondo Censis, gli italiani avrebbero con i media abitudini diversificate: tuttora coesistono formule tradizionali, come radio e televisione, con mezzi di comunicazione digitali o ibridi, dai social network alla web tv. Se lavori con Internet o almeno parte della tua attività si svolge in rete, questi dati sono lo specchio di un cambiamento da non sottovalutare.

Rapporto Censis 2018: comunicazione e media

Il consumo di informazione degli italiani è spesso oggetto di ricerche statistiche. Anche la nostra passione per i social media è monitorata: sappiamo da tempo, infatti che fruizione di contenuti e interazione sono egualmente importanti oggi. Per questo il rapporto Censis 2018 parla di comunicazione e media: i media sono le nostre fonti di informazione, ma non è raro che si integrino con le reti sociali o che coesistano, in forme sempre complementari. Se vuoi capire come si muove il tuo potenziale cliente e che cosa fa per raccogliere un’informazione, di qualsiasi tipo, leggi questa parte della ricerca.

Che cosa significa transmediale

Se pensi a ciascun canale come a un circuito chiuso, isolato dagli altri, sei fuori strada. Il rapporto Censis parla di “transmedialità matura” nella dieta mediatica degli italiani: i mezzi di comunicazione si contaminano, cambiano forma, assumono caratteristiche diverse, influenzati gli uni dagli altri.
Alcuni esempi? Secondo Censis gli spettatori televisivi, quelli seduti sul divano, sono in calo, ma solo se non consideri la crescita della tv via Internet e della mobile tv. La radio è tra i più vecchi mezzi di comunicazione di massa, eppure resta il più frequentato: è seguito dal 79,3 per cento dagli italiani e compensa una lieve perdita con l’ascolto da Internet.

Le fonti di informazione

Il rapporto Censis 2018 precisa che va peggio per i mezzi di informazione cartacei: libri e giornali si leggono poco, e la flessione non è compensata dalla presenza di ebook e giornali on line. Gli italiani amano informarsi, non tutti amano approfondire: gli aggregatori di notizie e i portali web di informazione, infatti, sono comunque consultati dal 46,1 per cento di utenti.
Se hai un blog o se lavori con contenuti in rete, questo dato apre la strada a tante riflessioni.
Sai che il lettore di oggi ama le notizie veloci, vero? Secondo altre ricerche, il più delle volte scorre titoli e sottotitoli, soprattutto se naviga dallo smartphone. Spesso non controlla la fonte della notizia che legge, si appoggia ai risultati di ricerca restituiti da Google, senza verificare. Al tempo stesso, però, sa che in rete circolano spesso fake news e si fida poco dei social network.

Rapporto Censis 2018: i nuovi riti

Se vuoi approfondire, ti consiglio di leggere il capitolo integrale della ricerca e di confrontarla con altri dati: periodicamente, vengono annunciate diverse indagini su media e comunicazione. Dal rapporto Censis 2018 segnalo l’ultima riflessione sui nostri riti quotidiani. Ti rispecchi? Il 59,4 per cento degli utenti di smartphone preferisce mandare messaggi a una telefonata. La metà del campione controlla le notifiche del telefono al risveglio o prima di andare a dormire. Il 30,1 per cento ama i messaggi vocali. Se lavori con il web, ricorda anche questo dato: il 37,9 per cento, se non ricorda un nome, una data o un evento, controlla “affidandosi alla risposta della rete”, si legge nel rapporto.

Capisci ora come e quanto è importante la tua presenza sul web?