Non gridare - il tono di voce nei comunicati

Tone of voice e comunicati stampa: non gridare

Del rapporto tra tone of voice e comunicato stampa sembra esserci poco da scrivere. Ne ho già parlato su questo blog e d’altronde, se sei un addetto stampa, sai bene che il tuo registro linguistico è vincolato da regole formali. Il tono di voce, l’espressività di un comunicato è qualcosa di ben differente, per intenderci, dallo stile che puoi scegliere di adottare in un blog personale o persino in un articolo giornalistico.
Eppure, torno a parlare di tone of voice su suggerimento di un mio cliente che, dopo aver letto la bozza di comunicato stampa, mi ha confidato la sua prima impressione. Nel testo che avevo confezionato, mi ha detto, c’era poco calore, poca espressività.

Come si imposta, allora, il tono di voce di un comunicato stampa?

Tone of voice e comunicati stampa

Se il format di un comunicato stampa segue regole precise, sai bene che sono tante le tipologie di testi che un’agenzia di comunicazione può trovarsi a gestire. Te ne segnalo alcuni:

Ci sono molte altre tipologie di comunicati ma, nella maggior parte dei casi, il tono di voce mantiene sempre caratteristiche comuni:

  • stile giornalistico asciutto
  • uso della terza persona singolare

Che succede, allora, se il cliente ti chiede un comunicato stampa più espressivo, cioè con toni più forti?

Quando devi alzare il tono di voce

Casi differenti spingono il tuo cliente a chiederti un testo dai toni più accentuati. Il comunicato stampa, ti dice, deve essere percepito come urgente: è importante che i giornalisti lo leggano e diano ad esso l’attenzione che merita, per il tipo di notizia e il contesto. Alcuni esempi:

  • il comunicato affronta una crisi di reputazione che sta investendo l’azienda, per un fatto di cronaca o la divulgazione di fake news
  • il comunicato comunica una notizia di massima urgenza, come un avviso di ordine pubblico o di cronaca nera
  • il comunicato tratta un argomento molto caro al management aziendale
  • il comunicato ha una notizia di particolare interesse per un territorio.
    In tutti questi casi, la gestione del progetto di comunicazione, cioè i tempi, la modalità e i canali di diffusione della notizia vanno studiati insieme, da azienda cliente e agenzia.

Da addetto stampa, potrai condividere il senso d’urgenza del comunicato, ma davvero dovrai “gridare” per renderlo evidente nel comunicato stampa?

Ci sono tanti modi di gridare

Se sei già esperto di comunicazione aziendale, sai che puoi rendere espressivo un testo, anche senza uscire dal linguaggio formale.
Un tono di voce perentorio può comunicare molto bene, in una nota ufficiale, un atteggiamento di rifiuto o di denuncia, senza rinunciare a un registro impersonale.
A volte, è sufficiente un dettaglio per cambiare colore al comunicato: la nota “urgente”, in maiuscolo, nell’oggetto della mail, aveva una funzione analoga, prima che un uso eccessivo da parte delle agenzie la rendesse inutile.
Se il tuo cliente obietta, leggendo la bozza di comunicato stampa, che il testo gli sembra “freddo”, ti suggerisco di prendere nota del suggerimento: ti comunica molto del tuo interlocutore e ti dice che il messaggio che volevi trasmettere non è passato.

Se, però, vuoi revisionare il comunicato, non commettere l’errore di eccedere nel tono. Non gridare: rispetta le regole formali di una press release, cerca il dettaglio.